Quando i nonni si trovano ad accudire i nipoti, emerge spesso una tensione sottile ma significativa: da un lato il desiderio naturale di essere fonte di gioia e trasgressioni permesse, dall’altro la consapevolezza che alcune regole vadano mantenute. Questo equilibrio precario genera nei nonni un disagio emotivo profondo, fatto di sensi di colpa, dubbi e talvolta veri conflitti con i genitori. La figura del nonno permissivo appartiene all’immaginario collettivo, ma quando questa permissività si scontra con la quotidianità dell’accudimento regolare, nascono problematiche concrete che vale la pena esplorare.
Perché i nonni faticano a dire di no
La difficoltà nel far rispettare i limiti affonda le radici in dinamiche psicologiche complesse. I nonni vedono i nipoti come seconda opportunità educativa, meno gravata dalle ansie prestazionali della genitorialità precedente, privilegiando l’aspetto affettivo e ludico della relazione.
Inoltre, molti nonni temono inconsciamente di danneggiare il legame speciale con i nipoti. Il “no” viene percepito come elemento disturbante in una relazione che vorrebbero mantenere idilliaca. Questa paura si amplifica quando i nonni vedono i nipoti sporadicamente: ogni momento insieme diventa prezioso, quasi da non rovinare con rimproveri o frustrazioni.
Il paradosso dell’accudimento regolare
La situazione cambia radicalmente quando i nonni non sono più figure occasionali ma caregiver abituali. In Italia, una quota significativa di bambini sotto i tre anni viene accudita prevalentemente dai nonni. In questo contesto, l’assenza di regole non genera solo piccole trasgressioni sporadiche, ma può compromettere la routine quotidiana del bambino.
I bambini, dotati di straordinaria intelligenza relazionale, imparano rapidamente a riconoscere i diversi contesti normativi. Con i genitori rispettano certe regole, con i nonni ne sperimentano l’elasticità. Questo non è necessariamente negativo, ma diventa problematico quando crea confusione nel bambino o conflitti aperti tra le generazioni.
Strategie pratiche per trovare un equilibrio autentico
Distinguere tra regole negoziabili e non negoziabili
Non tutte le regole hanno lo stesso peso. I genitori dovrebbero comunicare chiaramente ai nonni quali sono i paletti irrinunciabili, tipicamente quelli legati alla sicurezza, alla salute e ai ritmi biologici del bambino, e quali invece possono essere flessibili. Un dolce in più a casa dei nonni appartiene alla magia di quel rapporto, mentre saltare sistematicamente il sonnellino pomeridiano compromette l’equilibrio psicofisico del bambino.
Le statistiche mostrano che solo il 44% dei nonni conosce la posizione corretta per far dormire il neonato sulla schiena. Queste lacune su tematiche di sicurezza di base evidenziano quanto sia importante concentrare il dialogo sugli aspetti davvero irrinunciabili per la salute e l’incolumità dei più piccoli.
Creare rituali specifici della relazione nonno-nipote
Invece di vivere l’assenza di regole come trasgressione, è più funzionale costruire rituali esclusivi che appartengano solo a quella relazione. Il nonno può avere il suo modo speciale di fare merenda, una passeggiata su un percorso particolare, un gioco che si fa solo con lui. Questi rituali soddisfano il bisogno di specialità senza minare l’autorevolezza complessiva del sistema educativo familiare.
Riformulare il no come protezione affettuosa
La difficoltà principale dei nonni sta nel percepire il limite come elemento freddo e punitivo. I limiti sono invece cornici protettive che permettono al bambino di sentirsi sicuro. Il nonno può imparare a comunicare i no come gesti d’amore: ti voglio bene e per questo non ti permetto di fare qualcosa che potrebbe farti male.

Il dialogo intergenerazionale come chiave
Molti conflitti nascono da non detti e aspettative implicite. I genitori dovrebbero aprire conversazioni autentiche con i nonni, riconoscendo apertamente il valore insostituibile del loro contributo prima di esprimere eventuali preoccupazioni. Utilizzare il noi inclusivo invece del tu accusatorio cambia completamente il tono: come possiamo gestire insieme l’ora della nanna funziona meglio di tu lo fai addormentare troppo tardi.
Dall’altra parte, i nonni dovrebbero sentirsi legittimati a esprimere le proprie fatiche senza vergogna. Riconoscere che mantenere i limiti è difficile non è un fallimento, ma un atto di onestà che apre spazi di collaborazione reale e costruttiva.
Quando la permissività diventa risorsa
Esiste un aspetto poco considerato: una certa flessibilità dei nonni può avere valenze educative positive. I bambini imparano che le relazioni umane non sono rigide, che esistono diversi stili affettivi, che il mondo degli adulti non è monolitico. Questo li prepara alla complessità sociale molto più di un sistema educativo uniformato.
La ricerca in psicologia dello sviluppo mostra come i bambini che sperimentano diversi stili educativi coerenti all’interno di relazioni sicure sviluppino maggiore flessibilità cognitiva. La parola chiave è proprio coerenti: ogni adulto può avere il suo stile, purché sia prevedibile e non contraddica apertamente l’altro davanti al bambino.
Costruire un patto educativo familiare
La soluzione più efficace prevede la creazione di un patto educativo informale ma esplicito. Durante un momento tranquillo, genitori e nonni possono identificare insieme alcuni punti fondamentali:
- Le regole fondamentali che tutti devono far rispettare, legate soprattutto a sicurezza e salute
- Gli ambiti in cui i nonni hanno libertà decisionale e possono esprimere il loro stile
- Le modalità di comunicazione quando sorgono dubbi o problemi nella gestione quotidiana
Questo approccio trasforma la potenziale conflittualità in alleanza, dove ciascuno ha ruoli chiari e si sente valorizzato. Il nonno non è un genitore supplente con prestazioni da valutare, ma un protagonista educativo con una sua specifica funzione affettiva e formativa. La ricerca evidenzia inoltre che il coinvolgimento attivo con i nipoti può risultare protettivo contro il declino cognitivo negli anziani, creando benefici reciproci straordinari.
La fatica dei nonni nel mantenere i limiti racconta in realtà una ricchezza: la capacità di amare incondizionatamente. Riconoscere questa dimensione, incanalarla senza mortificarla, permette di trasformare un potenziale problema in una risorsa straordinaria per la crescita emotiva dei bambini e per l’armonia dell’intero sistema familiare. Trovare questo equilibrio richiede pazienza, dialogo e la volontà di costruire insieme un ambiente dove ogni figura abbia il suo spazio prezioso e insostituibile.
Indice dei contenuti
